E' una ruota che gira, prima o poi tutti quanti dobbiamo lasciare il posto ai giovani che verranno. Non bisogna avvilirsi e non bisogna arrabbiarsi. E' così, l'ha deciso madre natura e, sulla pallina colorata su cui viviamo, che chiamiamo amorevolmente Terra, non ci sarebbe spazio per tutti se non esistesse la vecchiaia.
D'altra parte, grazie alla medicina e alla tecnologia, la vita dell'uomo è aumentata parecchio e credo proprio che non ci si debba lamentare troppo. La vita media dell'uomo aumenta costantemente e, raggiungere il secolo ormai non è più così difficile.
Però...
La vita di oggi non è la vita di ieri. Oggi è difficile poter vivere in un ambiente famigliare per tutta la nostra esistenza. Se un tempo si occupava tutti la stessa casa, dai nipoti ai bisnonni, oggi ogni elemento di una famiglia ha la propria casa e vive nella sua solitudine. I nonni vivono per i fatti loro, i genitori vivono per i fatti loro, i figli vivono per i fatti loro e, se non lo fanno, vengono amorevolmente definiti (anche dai nostri governanti che dicono di "appoggiare la famiglia") con la parola 'bamboccioni'. Vivere tutti assieme sembrerebbe impossibile, oggi. Impossibile solo perché ci siamo abituati ad un modo di vivere individualista e dissociato... fare gruppo, oggi, è veramente difficile e, figuriamoci cosa può significare tenere tre differenti generazioni chiuse in uno stesso ambiente abitativo...
Così... quando una persona, per colpa dell'età, non può più essere indipendente, se un tempo il problema non esisteva, oggi è quasi una barriera insormontabile. Come fare? La vita è strutturata in un modo tale che è praticamente impossibile pensare di fare come un tempo... gli schemi mentali sono mutati per sempre e... arriva la solitudine.
La solitudine è quella cosa che i media condannano in continuazione ma che i media stessi hanno provocato. La vita sociale, anche all'interno di un nucleo famigliare, è diventata l'ombra di se stessa. Nelle case si sta insieme a guardare la TV. Un tempo si parlava, si giocava a carte, si leggeva, si condividevano i momenti di intimità. Nelle piazze si sta tutti nel proprio angolo ad osservare i piccioni. I piccoli gruppi parlano per lo più di ciò che dice la televisione, di ciò che dice il giornale, di ciò che "decidono" i media. Quando poi è arrivata la "rete"... ohh... la rivoluzione digitale. Ho sentito addirittura che internet ha rivoluzionato il modo di vivere delle persone e con il web 2.0 si è stati testimoni di un ritorno alla vita sociale... il social network... chi non ha sentito queste parole?
Adoro quelle parole... una vita di società in rete. Tante persone, tutte amiche tra loro, che comunicano in continuazione e stanno sempre in contatto, ogni istante della giornata... contatto... riflettete su questa parola perché... domandiamoci: Siamo veramente in "contatto"? Ognuno chiuso da solo nella propria casa, davanti ad un computer, a chiacchierare via chat... magari col vicino di casa. E' questo il contatto?
Tutto ciò è assurdo...
Ora... provate a riflettere su ciò che accade nelle città. Vicini che litigano fino ad ammazzarsi tra loro, figli che uccidono i genitori perché gli viene proibito di stare fuori fino a tardi, ragazzine che per guadagnare qualche soldo si spogliano davanti ad una webcam, professori che vengono malmenati dai genitori di un ragazzino che va male a scuola, scuole che insegnano ai giovani ad avere debiti prima ancora di avere un conto corrente...
Dove stiamo andando?
D'altra parte, grazie alla medicina e alla tecnologia, la vita dell'uomo è aumentata parecchio e credo proprio che non ci si debba lamentare troppo. La vita media dell'uomo aumenta costantemente e, raggiungere il secolo ormai non è più così difficile.
Però...
La vita di oggi non è la vita di ieri. Oggi è difficile poter vivere in un ambiente famigliare per tutta la nostra esistenza. Se un tempo si occupava tutti la stessa casa, dai nipoti ai bisnonni, oggi ogni elemento di una famiglia ha la propria casa e vive nella sua solitudine. I nonni vivono per i fatti loro, i genitori vivono per i fatti loro, i figli vivono per i fatti loro e, se non lo fanno, vengono amorevolmente definiti (anche dai nostri governanti che dicono di "appoggiare la famiglia") con la parola 'bamboccioni'. Vivere tutti assieme sembrerebbe impossibile, oggi. Impossibile solo perché ci siamo abituati ad un modo di vivere individualista e dissociato... fare gruppo, oggi, è veramente difficile e, figuriamoci cosa può significare tenere tre differenti generazioni chiuse in uno stesso ambiente abitativo...
Così... quando una persona, per colpa dell'età, non può più essere indipendente, se un tempo il problema non esisteva, oggi è quasi una barriera insormontabile. Come fare? La vita è strutturata in un modo tale che è praticamente impossibile pensare di fare come un tempo... gli schemi mentali sono mutati per sempre e... arriva la solitudine.
La solitudine è quella cosa che i media condannano in continuazione ma che i media stessi hanno provocato. La vita sociale, anche all'interno di un nucleo famigliare, è diventata l'ombra di se stessa. Nelle case si sta insieme a guardare la TV. Un tempo si parlava, si giocava a carte, si leggeva, si condividevano i momenti di intimità. Nelle piazze si sta tutti nel proprio angolo ad osservare i piccioni. I piccoli gruppi parlano per lo più di ciò che dice la televisione, di ciò che dice il giornale, di ciò che "decidono" i media. Quando poi è arrivata la "rete"... ohh... la rivoluzione digitale. Ho sentito addirittura che internet ha rivoluzionato il modo di vivere delle persone e con il web 2.0 si è stati testimoni di un ritorno alla vita sociale... il social network... chi non ha sentito queste parole?
Adoro quelle parole... una vita di società in rete. Tante persone, tutte amiche tra loro, che comunicano in continuazione e stanno sempre in contatto, ogni istante della giornata... contatto... riflettete su questa parola perché... domandiamoci: Siamo veramente in "contatto"? Ognuno chiuso da solo nella propria casa, davanti ad un computer, a chiacchierare via chat... magari col vicino di casa. E' questo il contatto?
Tutto ciò è assurdo...
Ora... provate a riflettere su ciò che accade nelle città. Vicini che litigano fino ad ammazzarsi tra loro, figli che uccidono i genitori perché gli viene proibito di stare fuori fino a tardi, ragazzine che per guadagnare qualche soldo si spogliano davanti ad una webcam, professori che vengono malmenati dai genitori di un ragazzino che va male a scuola, scuole che insegnano ai giovani ad avere debiti prima ancora di avere un conto corrente...
Dove stiamo andando?
A questa domanda rispondete voi... io la mia idea me la sono fatta e non mi piace per niente.


7 commenti:
Sì, concordo. È anche vero però che dipende dalle persone, diciamo: ho amiche rinchiuse in casa al pc, chattando e giocando a Ultima, si divertono e hanno una "vita" alternativa, e a loro sta bene - contente loro... Poi ci sono persone più "pratiche": mio padre si è appassionato a Skype, da un mese, e ha conosciuto molte persone. È andato a Roma per un congresso, e un amico conosciuto via Internet lo ha fatto pranzare da lui, gli ha offerto un posto per la macchina ecc... Insomma, in questo senso mi sembra una cosa bella. :D
Beh... tuo padre fa parte di una generazione in cui il contatto umano era ancora un contatto fisico.
Quanto alle amiche chiuse in casa... sono contente perché quello è il mondo che gli hanno venduto. Non so...
be, è vero che ad oggi è cambiata la mentalita, ma oggi si puo scegliere e una volta no! Quando mio papa era giovane, vivere tutti assieme e stare a perenne contatto con la gente era la regola, data dalle necessita, non una scelta in mezzo a chissa quali opportunita!
oggi abbiamo tante cose, e scegliamo quella che ci pare meglio, o che ci inculcano come la migliore...
Tutto cambia, sempre, e ci sono sempre pro e contro.
Anche io soffro della situazione attuale a volte..., 20 anni fa, il centro del paese era una massa di gente accalcava che chiacchierava fino a sera.... Oggi è una calca di auto parcheggiate a ciglio strada xche i ragazzi devono avere il culo davanti al bar dello spriz!
Questo tuo post meriterebbe una risposta lunghissima... cercherò di riassumere!
Dunque, per me la Rete resta sempre e comunque l'invenzione del secolo (del millennio?). Anche a livello comunicativo, offre di certo molti vantaggi.
Quella che a oggi è la mia migliore amica, la conobbi a un concerto dopo aver chattato a lungo su un forum. Era il 1998... tempi pioneristici.
Per chi, come me, ha un carattere un po' introverso, internet è un bel modo per farsi conoscere.
Poi c'è l'altro lato della medaglia. La Rete accomuna, la Rete isola.
Vuoi sapere una cosa allucinante? Io non mi ricordo bene come passavo le giornate nel mondo pre-internet.
Di certo passavo più tempo all'aperto, facevo più vita in famiglia.
Il mio giudizio sulla società moderna rimane dunque in sospeso.
Come tutte le cose, ha lati positivi e lati negativi.
Come tutte le cose, anche Internet andrebbe usato con intelligenza.
Gli anziani poi... Nonostante tutto quello che farfugliano i nostri politici sul valore della famiglia, spesso sono lasciati in un angolo, perchè "fastidiosi" da curare, obsoleti.
Per fortuna non sono cresciuto in un ambiente così disumano. Però ho visto parenti trattare i loro anziani in tal modo. Come robe vecchie.
E non per colpa di Internet o di chissà cosa, bensì perchè volevano vivere la loro vita senza problemi, senza noie.
Va bene invecchiare, ma non rimanere scollegati dal resto del mondo. Quando sarò nella tomba voglio una linea ADSL.
@Tutti:
Questo post merita una precisazione: E' un flusso di pensieri che non devono per forza essere collegati assieme e visti solo in negativo... ma di negativo c'è tanto. Abbiamo dimenticato il significato della parola società, della "vita sociale" e ora attribuiamo troppo valore al contatto asettico della rete (basti pensare a Second Life... ma ce n'era proprio bisogno?)
@Alex:
Non sempre gli anziani vengono abbandonati perché obsoleti. Bisogna vedere i contesti e, più che abbandonati realmente, gli anziani si "sentono" abbandonati perché vivono in una vita che non rispecchia certamente ciò che conoscevano. Loro sono abituati ad avere un contatto umano con le persone e non un contatto virtuale, che sia telefonico o su internet.
Per loro è un trauma insormontabile. Quanto al fatto di doverli mettere nelle case di riposo... beh, io credo che sia colpa della società di oggi. Non avendo più nuclei famigliari compatti, è praticamente impossibile avere sempre qualcuno in casa e se un anziano ha bisogno di assistenza costante... i problemi si accumulano e diventano pure economici (badante/infermiera etc etc...). Il più delle volte si è costretti...
Certo ci sono casi anche di anziani "parcheggiati" in una casa di riposo perché ingombranti ma, c'è anche chi lo fa con il cuore che piange...
@Bruno:
Condivido... anche io sono ADSL dipendente ma... va a spiegare a mia nonna, nata nel 1912... ovvero prima della prima guerra mondiale, che per parlare con suo nipote deve usare skype!! E quando tu avrai 95 anni... sei sicuro che riuscirai ad essere al passo con i tempi?
@Trinity:
La rete è una grande cosa ma, come tutte le cose, è l'uso che se ne fa a renderla bella o brutta. Un fucile, di per se, non è un oggetto da condannare. Potrebbe procurarmi il cibo se fossi perso in una foresta ma... potrebbe uccidermi in una rapina a mano armata... non è l'oggetto (o il mezzo) da condannare ma, l'uomo che lo utilizza. Internet offre grandissime opportunità ma, ho come la sensazione che il solito desiderio di profitto abbia spinto chi ne detiene il controllo a spingere gli utenti verso un uso smodato di essa.. insomma, stiamo diventando internet dipendenti.
Un esempio tra tutti? Possibile che io comunichi con un mio vecchio amico, che abita vicino a casa mia, più per posta elettronica che guardandoci negl'occhi? Va bene che facciamo lavori differenti, abbiamo orari differenti e vite differenti ma... non è che ci siamo impigriti e, piuttosto che darci una scrollata, preferiamo stare davanti al pc e mandare una mail?
ecco, internet ci ha impigriti si!
ma come dici tu, non è colpa del mezzo ma dell'uso che se ne fa :)
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