venerdì 13 giugno 2008

E venne il giorno

Per quanto avessi già visto i trailer di questo film, quando ieri sera ho deciso di andarlo a vedere, non ricordavo proprio di cosa parlasse il film. Addirittura, vista la locandina, credevo fosse una sorta di remake di The Day After... se ci pensate... la strada, le auto abbandonate... mancava solo il fungo atomico sullo sfondo.

Ovviamente, questo film, non è un remake di The day After. Si tratta di tutt'altro. La pellicola di M. Night Shyamalan affronta una tematica molto attuale. Una mattina come tante, al Central Park di New York avvengono strani e improvvisi suicidi di massa. Poche ore più tardi, il fenomeno si ripete in alcuni cantieri edili della città. Quindi per le strade... è il panico. La cosa si ripete anche a Philadelphia, poi di seguito in moltissime altre città del nord-est americano. Inizialmente si pensa ad un attacco terroristico ma ciò è praticamente impossibile, l'attacco è troppo esteso e in continua espansione. Oltre ai grandi centri, il fenomeno si estende in centri abitati sempre più piccoli. Si pensa quindi ad un agente patogeno naturale e... finalmente... i medici cominciano ad isolare quello che è il "morbo" che inibisce l'istinto di sopravvivenza.
Nel frattempo, la gente fugge dalle città, ma è difficile trovare scampo ad un tale "attacco". Il fenomeno comincia a colpire anche le campagne e la popolazione è nel panico...

Il film è carico di tensione e, sin dalle prime battute, mostra qualcosa di inconcepibile per la nostra esperienza di vita. Eppure è lì sin dai primi minuti di pellicola ma, non potremo renderci conto della soluzione sino a che non sarà la pellicola stessa a suggerircela più apertamente.
Inquietante e attuale. Colpisce temi cari a molti politici, ambientalisti e cittadini qualunque...

Non è un capolavoro, lo ammetto. Ma il tema è intrigante e mi affascina tantissimo. A rovinare la pellicola sono i dialoghi, che mi hanno piuttosto sorpreso per come i personaggi siano stereotipati.
Non voglio rovinare la sorpresa ma sembra quasi una sceneggiatura anni sessanta... anche le riprese sembrano fatte con attrezzature di altri tempi... non so se sia un remake ma, per quanto abbia apprezzato la fotografia (molto essenziale), ribadisco, i dialoghi spesso e volentieri lasciano a desiderare per quanto sono lontani all'attualità.
Il film mantiene comunque il suo fascino e, per una volta, mi sono trovato di fronte ad un film di fantascienza che non cade nella banalità...



3 commenti:

Matteo Scandolin ha detto...

Be', il regista è pur sempre bravo. Ho adorato «Lady in the water» e da lì tutti i suoi film, proprio perché non è scontato. «Signs» mi fa schifo, ma ammetto che non è banale neanche lui.

Oggi o domani conto di vederlo! ^___^
MS

Trinity ha detto...

Shyamalan non so ancora classificarlo... i suoi film sembrano sempre delle gran cose e poi quando li vedo mi acscano le palle degli occhi...!
anche questo mi attirerebbe... boh, vedro come butta..

Anonimo ha detto...

Ciao, è sempre un piacere leggere le tue "critiche". Non so quando riuscirò a vedere questo film, am gli altri del regista mi sono piaciuti molto. Buon fine settimana, Gea